Il Lavoro è lavoro


Faresesso col cliente per sodisfarlo

 

Di solito Chiara era puntuale, nei precedenti incontri spaccava il minuto invece oggi aveva già dieci minuti di ritardo.
Mi aveva contattato qualche settimana fa per fare un sito internet e nei precedenti incontri era apparsa cordiale e simpatica, anche se io nei rapporti professionali, pur essendo educato, cerco di essere un pochino distaccato, divido sempre i rapporti di lavoro con tutto il resto.
Non è che poi Chiara fosse una donna da fare girare la testa, anzi bruttina a dirla tutta, ma per una botta poteva andare, ma ripeto, al lavoro penso solo al lavoro anche se mi trovo la donna più bella del mondo che smania dalla voglia di darmela.
Arriva adesso con l'aria un po' trafelata con un vestitino unico molto attillato e corto, mi chiede scusa del ritardo e si siede fianco a me e cominciamo a discutere del sito: l'ho fato ormai, ha bisogno solo di essere spinto nel motore di ricerca, e le spiego tutte le modalità per fare questo,come intervenire sul web per fare sì che i motori di ricerca indicizzano il sito.
“Cazzo ! E' veramente una cosa meravigliosa!”
Rimango interdetto ma lascio scorrere, è la prima volta che la sento parlare così...
“E come cazzo funziona con Facebook?”
E' la seconda volta in pochi minuti che usa la parola cazzo, una lampadina si accende nel mio cervello.... ma comincio a spiegarle il meccanismo di creare una pagina apposita del sito su Facebook e di invitare quante più persone possibile e comincio ad invitare le persone sue conoscenti.
“Veramente queste persone non era il caso di invitarle”
”Perché?”
“Sono amicizie del mio ragazzo, e in questi giorni ci siamo un po'...distaccati, insomma non è che abbia tanta voglia di invitarli e poi insomma...”
Capisco che se non la sblocco non vado avanti, ha la testa da un'altra parte e lascio stare il sito perché tanto non c'è nulla da fare se prima non le tolgo il tarlo che ha in testa e cominciamo a parlare, del suo ragazzo, delle sue voglie insomma comincio a starle un po' vicino e vedo che non bastano le parole, il vestitino si alza un po' e gli occhi vanno nell'incavo delle cosce dove intavedo il suo slip ricamato, le se ne accorge e mi dice:”Ti piace?” Dico di sì e le alzo il vestito fino a levarglielo e lei rimane solo col reggiseno e lo slip, lei mi sfila i pantaloni e mi caccia fuori il cazzo che è già duro e pronto all'opera, lei comincia a bagnarmelo tutto slinguazzandolo fino alle palle, poi mi sale sulla sedia e se lo infila dentro fino in fondo e comincia a cavalcarmi sopra la sedia dello studio che comincia a scricchiolare, preoccupato della tenuta mi sollevo prendendola per le chiappe e me la appoggio al muro.
“Dai spingi! Che cazzo duro che hai! Spingi!”
Continuo a sbatterla allargandole le chiappe a più non posso, piano piano le ficco il dito nel culo.
“Sto impazzendoooo, amore è bellissimo vengoo”
Grida impazzendo dall'orgasmo, la appoggio ancora ansimante a pancia in giù sul tavolo, e continuo a sbatterla mentre col dito le allargo il buco del culo, sto quasi per venire e voglio prepararmi il dolce....
Di colpo mi fermo, esco lentamente dalla sua fica, alzo di un pelo la cappella, ed aiutandomi con le dita glielo piazzo nel culo.
“Amore! Piano, sono molto delicata lì, che mi sento riempita! Mettilo ancora piano, mi fai male”
Ho già messo mezza asta nel buco, voglio allargarlo un po' e, lo ammetto, voglio godermi questo momento, per cui mi sposto a destra e sinistra, un po' su ed un po' giù, la sento rabbrividire mentre mi sposto, poi comincio la cavalcata finale, prima al piccolo passo, poi al trotto, poi il galoppo, la sbatto strizzando alternativamente le chiappe ed il piccolo seno fino a quando non resisto più le e caccio tanta di quella sborra che le esce dal buco del culo ormai allargato e comincia a colare tra le gambe mentre lei si abbandona sul tavolo.
Ritengo che ormai si posssa parlare di lavoro, la aiuto a rivestirla e ricominciamo a parlare del sito.
Alla fine ci salutiamo con la promessa di reincontrarci senza parlare di lavoro la prossima volta ma solo sesso..